1 Marzo Mar 2020 1735 4 months ago

Mondiali Pista - A Berlino è grand'Italia, a Tokyo 2020 da protagonisti

L'Italia conclude la rassegna iridata con un bottino complessivo di 6 medaglie, 1 titolo mondiale, 1 record del mondo, 6 record italiani e il quinto posto nel medagliere finale. Nessuna medaglia nell'ultimo giorno di gare.

Foto Gruppo Due mondiali pista 2020

BERLINO (1/3) - L’ultima giornata di gare iridate è la sola che non porta nessuna medaglia all'Italia della pista. Ma il bilancio conclusivio è davvero soddisfacente: 6 medaglie di cui 1 oro, 2 argenti e 3 bronzi. Tre dal settore maschile, con il bronzo che arriva dalla disciplina olimpica dell’inseguimento a squadre, e tre da quello femminile, due in discipline olimpiche. Il ciclismo italiano può essere più che soddisfatto del bottino e soprattutto questi risultati, compresi i rilevamenti cronometri, ci rendono maggiormente consapevoli del valore in chiave Tokyo2020.

Corsa a punti donne: Confalonieri non va oltre il quinto posto - Maria Giulia Confalonieri classe 1993, medaglia d’oro nella specialità agli Europei del 2018, è protagonista di una prova, come sempre, molto combattutta, nonostante non sia in ottime condizioni di forma a causa di una caduta di qualche giorno fa.

Fin dalle prime battute quattro atlete tra cui la temuta Wild, prendono il giro. Al terzo sprint, l’azzurra conquista il giro salendo in seconda posizione, a pari merito con l’olandese. La corsa diventa sempre più tirata e la caduta della Wild, poi rientrata, permette all’australiana Manly e alla britannica Barker di andare in fuga. L’australiana cede ma la Barker conquista un altro giro prendendo così la testa della generale che non lascerà più. Maria Giulia chiude il suo mondiale quinta, con 30 punti, a sole tre lunghezze dal podio. Alle sue spalle la Wild.

Consonni/Viviani nell'Omnium sono settimi - A distanza di pochi minuti, la coppia azzurra Consonni-Viviani scende sul tondino tedesco per l'Americana. La Danimarca domina la gara e porta a casa l'oro con 62 punti. Argento alla Nuova Zelanda (33 punti) e bronzo alla Germania (32 p.).

Per la coppia azzurra un settimo posto che viene letto in prospettiva olimpica: “Anche il Madison ci ha detto su cosa dobbiamo lavorare e come farlo - ha commentato Marco Villa al termine della gara -. Da oggi tutta la nostra attenzione sarà verso l'appuntamento olimpico. A Tokyo andiamo per vincere una medaglia. Abbiamo tempo e luogo per preparare adeguatamente l'appuntamento: Montichiari dove lavorare e ci concentreremo su una programmazione alle gare mirata.

Il Madison di oggi ci ha detto alcune cose: che ci manca l’abitudine a questo tipo di esercizio, ma anche confermato che Consonni è un ottimo compagno per Viviani. Sappiamo che Danimarca, Germania, Francia e Australia possono mettere in pista coppie molto competitive.

Anche Elia Viviani ha concentrato la sua analisi sul bicchiere mezzo pieno: “Il segnale positivo della gara di oggi è che mi sono sentito meglio rispetto all'Omnium di ieri. Dobbiamo vedere il calendario delle gare e organizzare la nostra presenza per poter correre su pista."

Bilancio finale - Come evidenziato già alla fine della giornata di ieri, questa edizione dei Mondiali ci consegna un settore in salute, che torna dai mondiali con il bottino più ricco da molti anni a questa parte. Sei medaglie di cui tre in discipline olimpiche. Nell'anno delle Olimpiadi questo non può che confortare i tecnici sul lavoro svolto finora. Nel medagliere complessivo chiudiamo al quinto posto, al terzo per numero di medaglie, ma al di là del computo dei metalli ci sono elementi che ci confortano ancora di più.

Si tratta dei rilevamenti cronometrici dell'inseguimento. Sia il quartetto maschile che quello femminile hanno staccato il biglietto per le Olimpiadi. Gli uomini con la terza migliore prestazione mondiale di sempre (3’46”513) nonostante fossimo privi di uno degli uomini storici del quartetto (Bertazzo) ed alcuni giunti a Berlino non in perfette condizioni (Plebani). Se consideriamo che in questo gruppo possono trovare spazio sia giovani di talento come Milan che "signori" del tondino come Viviani, possiamo guardare con fondato ottimismo al prossimo appuntamento olimpico. Saremo a Tokyo per un risultato di assoluto prestigio.

Per quanto riguarda il quartetto donne, i nostri tempi (a Berlino record italiano 4’15”255) sono ancora lontani una manciata di secondi dalle nazioni migliori. Ma nessun altra formazione può allineare quattro/cinque ragazze di assoluto talento e di così giovane età. Siamo certi che già a Tokyo potremo essere protagoniste, ma il futuro del prossimo quadriennio è, per il gruppo di Dino Salvoldi, quanto mai roseo.

Nella storia è entrato Filippo Ganna, l’uomo dei record nell’inseguimento individuale, che qui a Berlino, a soli 23 anni, si impone in 4’01”934: nuovo record mondiale e quarto titolo iridato. E’ il primo italiano a firmare l’impresa ed il secondo atleta dopo l’inglese William Porter. Ma l’Italia ha un altro giovanissimo erede dell’inseguimento: è Jonathan Milan, di soli 19 anni, che il CT Villa ha voluto nel quartetto mondiale. Milan non solo ha ben figurato nella prova a squadre, ma ha confermato di essere all’altezza anche nella gara individuale conquistando la finale per il bronzo (poi persa contro Ermenault). Splende inoltre l’argento di Simone Consonni nello scratch mondiale che ci consegna un atleta sempre più convito delle sue qualità; che ha un buon feeling con la pista e soprattutto con Viviani per quanto riguarda l'Americana.

Il campione di Rio2016, Elia Viviani, ha preso le misure in questa rassegna iridata. Il suo nono posto nell’Omnium deve rappresentare un punti di partenza in vista dell'appuntamento olimpico di agosto. Lui per primo si è reso conto che bisognerà arrivare con una programmazione mirata in Sol Levante per difendere un titolo che in questi anni ha dato prestigio a tutto il movimento e rappresentato un traino per le nuove generazioni.

Il settore femminile mette in luce la ventenne Letizia Paternoster che conquista l’argento nell’Omnium femminile, confermando quanto di buono fatto vedere gli scorsi anni. Letizia sta crescendo mantenendo fede alle aspettative: è una predestinata ancora molto giovane e già vincente. Accanto a lei completano la maturazione altre fortissime atlete come Elisa Balsano con la quale ha firmato un altro straordinario successo: è il bronzo nel Madison.

Se Filippo Ganna ha scritto, qui a Berlino, la storia del ciclismo mondiale, Miriam Vece l'ha fatto per il ciclismo italiano. La ventiduenne di Crema conquista il primo podio azzurro nei 500 metri. Il suo bronzo (in 31"171), a soli 50 centesimi dall’oro della tedesca Friedrich, unito al record italiano nei 200 metri lanciati (10”580) dicono che siamo di fronte ad un vero talento della velocità. E per il CT Salvoldi la soddisfazione è tanta.

Medagliere azzurro

Oro inseguimento individuale – Filippo Ganna e record del mondo in 4’01”934

Argento Scratch Uomini – Simone Consonni

Argento Omnium Donne – Letizia Paternoster

Bronzo Inseguimento a squadre Uomini - Simone Consonni, Filippo Ganna, Francesco Lamon e il giovane Milan, Michele Scartezzini (record italiano nonché seconda prestazione mondiale di sempre in 3’46”513)

Bronzo 500 MT Donne – Miriam Vece

Bronzo Madison Donne – Elisa Balsamo e Letizia Paternoster

Medagliere complessivo